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Issue #058 La verità sul burnout
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Image of woman in yoga pose wearing purple trouser boots Bjarne Jonasson/Trunk Archive

La verità sul burnout

In tutti i settori, da quello ricettivo a quello sanitario, finanziario e dell’istruzione, un numero sempre crescente di donne soffre di esaurimento da stress. Poiché dalle ricerche emerge che il burnout è alla base del fenomeno della Great Resignation (riferito al significativo aumento delle dimissioni), Victoria Joy si chiede: è troppo tardi per fare un’inversione di marcia?

Guardando oltre la lista infinita di cose da fare e le pause caffè inesistenti, nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha categorizzato il burnout come “fenomeno occupazionale”. Con un collegamento diretto a livelli elevati di stress specificamente correlati al posto di lavoro che non vengono gestiti adeguatamente, l’OMS elenca così i sintomi del burnout nel suo manuale diagnostico: sensazione di esaurimento o mancanza di energia; estraneità o sentimenti cinici o negativi nei confronti del proprio lavoro; prestazioni professionali ridotte. In altre parole, è come essere un motore che gira a vuoto. 

Il sito web del National Health Service (il sistema sanitario britannico) offre un’ampia gamma di sintomi, tra cui sentirsi inetti o intrappolati, sensazione di distacco, maggiore insicurezza, livelli più elevati di procrastinazione e sensazione di sopraffazione. 

Sebbene il termine sia stato utilizzato prima del 2020, per molte persone è stata la pandemia di Covid-19 a creare la tempesta perfetta di stress, basti pensare ai rischi per la salute di chi lavorava in prima linea, il lavoro da remoto che ha confuso i confini e ha ridotto l’interazione sociale, l’insicurezza finanziaria per le imprese e i dipendenti in aspettativa, e un aumento del sovraccarico domestico in generale. 

Nonostante i progressi positivi legati alla consapevolezza sulla salute mentale, le statistiche confermano un quadro tutt’altro che roseo: secondo una ricerca condotta da Glassdoor tra il 2021 e il 2022, le discussioni sul burnout tra i lavoratori nel Regno Unito sono aumentate del 48% nel giro di 12 mesi, e dallo studio Women at Work 2022: A Global Outlook di Deloitte è emerso che quasi il 40% delle donne attivamente in cerca di un nuovo impiego ha citato il burnout come il motivo principale. 

Che si tratti di lavoratori aziendali che controllano i messaggi a tutte le ore del giorno tanto che le mansioni e le preoccupazioni lavorative permeano anche la vita domestica e influenzano negativamente il sonno, o il personale del settore sanitario e ricettivo costretto a fare pericolosi straordinari e a saltare le pause, non sorprende che il 35% delle donne definisca la propria capacità di disconnettersi dal lavoro come scarsa/molto scarsa.

Riguardo al motivo per cui il burnout sembra essere più diffuso tra le donne, dipende non solo dal fatto che le donne debbano più probabilmente destreggiarsi tra il lavoro, il prendersi cura della famiglia e le faccende domestiche (soprattutto quelle costrette a comprimere un carico di lavoro a tempo pieno in ore part-time), il che fa salire lo stress in tutte le aree, ma sono anche maggiormente influenzate dall’insicurezza finanziaria dovuta al divario retributivo tra i sessi e, più comunemente, dal fatto di lavorare in settori con retribuzioni più basse. Tra le numerose ricerche a sostegno di questa tesi, un’indagine condotta nel 2021 intitolata “An Unequal Burden” ha fatto emergere che appena il 35% delle giovani donne ha ricevuto un arrotondamento del salario percepito durante l’aspettativa, rispetto al 53% dei giovani uomini. 

Cercare di trattare il burnout con una settimana di vacanza attesa da tempo o con un’uscita di gruppo carica di buone intenzioni è come tentare di fermare un’emorragia con un solo punto di sutura: semplicemente inutile. Innanzitutto è importante mettere in atto dei sistemi e delle misure di sicurezza per evitare che ciò accada, e sia le persone che le aziende devono fare la propria parte. 

5 modi per contribuire a evitare il burnout

Anche se spesso sembra inevitabile sottrarsi a una cultura che ci impone di essere sempre “a mille”, questi piccoli gesti possono aiutarti a identificare se ci sono degli accorgimenti per lavorare in modo diverso e prevenire il burnout...

  1. Gestisci i dispositivi personali
    Ricevere in continuazione notifiche di lavoro sul telefono o sul PC significa che non esiste una linea di demarcazione tra la sfera professionale e le altre aree della tua vita. Disattiva le notifiche fuori dagli orari di lavoro e quando devi concentrarti su una particolare attività per minimizzare le distrazioni. 
  2. Getta le basi
    Quando siamo stressate, impegnate o completamente spossate, i nostri bisogni primari sono i primi a risentirne. Gettare delle basi è segno di compassione verso te stessa e crea resilienza contro lo stress quotidiano. Queste basi possono includere pasti nutrienti consumati senza distrazioni, luce naturale sul viso al mattino e un buon riposo notturno. Inizia a piccoli passi, scegline uno e rendilo una priorità.
  3. Riconosci la tua identità
    Se il lavoro ti pervade completamente, fai attenzione al linguaggio che usi per descriverlo. Invece di dire “sono un’insegnante” o “sono una project manager”, usa “lavoro come insegnante” o “lavoro come project manager”. Ciò contribuisce a creare dei confini mentali tra la sfera lavorativa e quella personale, ricordandoti che il tuo lavoro è solo un aspetto di te e della tua vita.
  4. La perfezione non è tutto
    La tua necessità di ottenere l’approvazione degli altri, prendere le migliori decisioni possibili o essere sempre al top ti crea ancora più stress? Punta a vedere il carico di lavoro e le specifiche attività da un punto di vista nuovo, accontentandoti di un risultato “abbastanza buono” invece di “perfetto”, e valuta onestamente quanto tu e gli altri siete realistici riguardo a ciò che è realizzabile. 
  5. Riposare e resettare
    Assicurati di definire dei confini nella tua vita al di fuori del lavoro per riposare e ricalibrarti. Fai varie prove per trovare qualcosa che ti incoraggi seriamente a riposare, ad esempio meditare, socializzare con gli amici, ascoltare della musica rilassante o svolgere attività che non prevedano l’uso del telefono, come i puzzle.

Victoria Joy è una coach qualificata che aiuta le persone a riprendere il controllo della propria vita quotidiana, gestendo il sovraccarico in modo da creare abitudini utili e routine coerenti per semplificare la propria vita

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