Service95 Logo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo
Issue #072 Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo

All products featured are independently chosen by the Service95 team. When you purchase something through our shopping links, we may earn an affiliate commission.

Portraits of Kosovan LGBTQ+ activists Erblin Nushi/Adelina Rose; Edon Shileku; Rina Krasniqi; Lendi Mustafa; Erblin Nushi © Besfort Syla, Republika Agency

Gli attivisti LGBTQIA+ che stanno creando degli spazi sicuri per la comunità queer in Kosovo

A giugno centinaia di persone sono scese nelle strade di Pristina, la capitale del Kosovo, per festeggiare la settima parata consecutiva del Pride con lo slogan: “Ti amo così come sei”. Per molti, la manifestazione è un simbolo di speranza e progresso, un’ulteriore prova della progressiva transizione verso l’accettazione e la celebrazione della cultura queer da parte dell’opinione pubblica. 

A guidare questo cambiamento è soprattutto la popolazione notoriamente giovane del Kosovo (il 55% ha infatti meno di 30 anni). Dalla dichiarazione di indipendenza del Paese nel 2008, la costituzione del Kosovo ha riconosciuto l’orientamento sessuale come classe protetta dalla discriminazione, e gli attivisti LGBTQIA+ hanno manifestato in modo sempre più esplicito l’esigenza di garantire l’uguaglianza attraverso ulteriori leggi. Nel 2015 la legge sulla protezione dalla discriminazione è stata quindi modificata per includere l’identità di genere come classe protetta.

Ma nonostante tutto i diritti delle persone LGBTQIA+ continuano a subire serie sfide sociali e legali. Negli ultimi anni, in due occasioni il Parlamento del Kosovo non ha approvato il codice civile del Paese, principalmente per via di un articolo che aprirebbe la strada alla legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Le persone transgender non hanno accesso a trattamenti medici di affermazione di genere all’interno del sistema sanitario e nel Paese continuano a dilagare il conservatorismo sociale e l’omofobia.

Esiste però una comunità di persone esemplari che non smette di lottare per una società più sicura e inclusiva per tutti. Service95 ha incontrato quattro incredibili attivisti LGBTQIA+ a Pristina per parlare del concetto di “uno spazio sicuro”, di cosa significhi per loro e di quanto sia importante proteggerlo.

Portrait of Kosovan LGBTQ+ actor and activist Rina Krasniqi
Rina Krasniqi © Besfort Syla

Rina Krasniqi – attrice/artista, 26 anni (lei)

Nel 2021 Rina Krasniqi è diventata famosa a livello internazionale per il suo ruolo di primo piano nel film The Albanian Virgin, presentato per la prima volta al Warsaw Film Festival. Nell’estate del 2022 il film ha vinto tutti e tre i premi principali del PriFilmFest, il festival cinematografico internazionale di Pristina. Oltre al premio come miglior film, Krasniqi ha vinto sia il premio come miglior interpretazione maschile che come miglior interpretazione femminile.

Il film racconta la vita di una “vergine giurata”, una tradizione albanese centenaria secondo cui alcune donne facevano voto di castità per poter vivere come uomini in società altrimenti patriarcali in cui le donne erano sottomesse. Luana, il personaggio interpretato da Krasniqi, decide di diventare uomo per evitare un matrimonio combinato.

La doppia premiazione di Krasniqi ha scatenato sia critiche che elogi a Pristina, un riflesso della discussione già in atto nel settore a livello internazionale sulla possibilità di eliminare le categorie di genere per creare un approccio più inclusivo e riconoscere gli artisti non binari.

Portrait of Kosovan LGBTQ+ actor and activist Rina Krasniqi
Rina Krasniqi © Besfort Syla

Krasniqi è orgogliosa di far parte di quel cambiamento. “Quando si è pionieri, è normale poi subirne tutte le conseguenze”, afferma riferendosi ad alcune reazioni negative. “Ma è anche molto bello perché si fa spazio per cose nuove. Penso che sia quello che è accaduto qui [in Kosovo]. La gente ha visto che le persone queer possono lavorare, avere successo ed essere fedeli a sé stesse”.

Oltre che dal punto di vista professionale, per Krasniqi The Albanian Virgin (una co-produzione tra Germania, Belgio e Albania) è stata un’esperienza speciale anche a livello personale perché sul set ha incontrato la sua partner, con cui ora vive tra Pristina e Bruxelles. Ritiene inoltre che abbia anche contribuito a portare l’attenzione sulla nostra umanità condivisa. “Non dobbiamo dimenticare che oltre a essere queer siamo umani”, continua. “E dobbiamo ricordarci che il nostro spazio sicuro è quello di esseri umani, dall’infanzia a oggi”. 

Portrait of Kosovan LGBTQ+ actor and activist Rina Krasniqi
Rina Krasniqi © Besfort Syla

Krasniqi è apparsa per la prima volta in TV a quattro anni in un programma televisivo per bambini in cui cantava, insieme alla sorella, la canzone Daba Daba, diventata popolarissima tra i bambini della sua generazione. Da allora ha continuato a esplorare varie forme d’arte: è infatti cantante, polistrumentista (pianoforte, chitarra e percussioni), attrice teatrale e ora premiata attrice cinematografica. Esibirsi, in qualsiasi forma, è sempre stato il suo spazio sicuro.

“Attraverso la recitazione è possibile creare personaggi diversi, con identità e biografie diverse. Questa per me è la libertà più grande, la mia zona di comfort”.

Portrait of Kosovar LGBTQ+ activist Edon Shileku AKA drag queen Victoria Owns
Edon Shileku/Victoria Owns © Besfort Syla

Edon Shileku – attore e YouTuber, 25 anni (lui)

Nel periodo precedente alla parata del Pride 2023, l’appartamento di Edon Shileku è diventato uno studio professionale in cui ha girato il suo programma lanciato di recente su YouTube Me men’ ska (Non c’è niente di meglio di avere un cervello) per l’emittente online di Pristina Nacionale.

Il programma si apre con il disclaimer “Non raccomandato per le persone chiuse di mente, a meno che non siano disposte ad aprirsi” e include delle conversazioni intime con un gruppo variegato di kosovari di rilievo del mondo della cultura, tra cui attori, musicisti, stilisti e poeti. Shileku usa le esperienze professionali dei suoi ospiti come punto di partenza per parlare di questioni sociali di più ampio respiro, come i problemi del sistema dell’istruzione, la salute mentale, le difficoltà di accesso alla scena artistica locale e lo sfruttamento che la pervade. Uno dei suoi obiettivi è di dare uno spazio alle voci queer nella discussione pubblica.

Portrait of Kosovan LGBTQ+ activist Edon Shileku
Edon Shileku/Victoria Owns © Besfort Syla

Shileku, che ha recitato in varie produzioni teatrali indipendenti ed è cresciuto a Pristina, conosce bene la scena culturale del Kosovo, ma è diventato famoso quest’anno quando è entrato nel cast del Big Brother VIP Kosova, la prima serie kosovara del Grande Fratello VIP. Carismatico e fiero della sua bisessualità e del suo personaggio drag Victoria Owns, Shileku ha usato la sua schiettezza per rompere le barriere culturali e contribuire a introdurre una rappresentazione LGBTQIA+ nella cultura popolare del Kosovo.

“Le persone della mia comunità non hanno l’opportunità di comparire in TV, permettendo così agli altri di essere più informati”, afferma. “Restano più che altro nella propria comunità, in quegli spazi che considerano ‘sicuri’”.

L’appartamento in cui produce il suo programma YouTube è uno di questi spazi sicuri. “Il momento in cui mi sento al sicuro è quando non penso a come mi comporto, a come parlo, a come agisco e a come mi muovo”, aggiunge.

Details of Kosovan LGBTQ+ activist Edon Shileku's home
© Besfort Syla

Ma Shileku non può dare per scontata questa sicurezza. Dopo la sua partecipazione al Grande Fratello ha iniziato a ricevere minacce sia in pubblico che online, esperienze che hanno fatto riaffiorare il ricordo di quando da piccolo veniva preso in giro perché era “effeminato”. Di recente ha poi scoperto che suo fratello di 10 anni viene bullizzato a scuola solo perché è suo parente. “Sono riemersi tutti i miei traumi infantili”, racconta. “È stato molto doloroso”.

Uno dei modi con cui affronta tutto questo stress è esibendosi nei panni della drag queen Victoria Owns in eventi queer a Pristina e nelle nazioni vicine. “Per me è una forma di terapia”, aggiunge Shileku, che sogna di poter un giorno fare un tour mondiale. “Uso il palco per scacciare la paura. Riverso tutto ciò che ho dentro e mi amo per quello che sono”.

Portrait of Kosovan LGBTQ+ activist Lendi Mustafa
Lendi Mustafa © Besfort Syla

Lendi Mustafa – attivista e titolare di un locale, 26 anni (lui)

“Niente mi ha reso più felice di quando mia madre ha iniziato a chiamarmi ‘mio figlio’” afferma Lendi Mustafa con gli occhi lucidi dall’orgoglio e dal dolore. Con la morte della madre ad aprile di quest’anno, Mustafa ha perso la sua fonte di supporto più grande. Il sostegno di sua madre lo ha infatti aiutato durante un percorso lungo 10 anni verso l’accettazione della propria identità sessuale come uomo transgender.

Questo gli ha dato la forza di esporsi e di combattere per il resto della comunità queer. Documentando la sua transizione online, tenendo discorsi importanti al Pristina Pride o svolgendo attività nella società civile per proteggere i giovani LGBTQIA+ che subiscono rifiuti e violenze da parte delle loro famiglie, Mustafa è diventato uno degli attivisti più accaniti e operativi del Kosovo.

Personal photographs in the home of Lendi Mustafa Kosovan LGBTQ+ activist
© Besfort Syla

A guidarlo è in parte il ricordo della sua giovinezza, quando non sapeva a chi chiedere aiuto. “Ci si sente molto soli durante l’adolescenza quando non si ha nessun tipo di informazione”, racconta. “Sei abbandonato a te stesso. Nessuno deve saperlo e se ti lasci sfuggire qualcosa ti distruggono. Era questa la mia paura più grande, che se qualcuno lo avesse scoperto la mia vita sarebbe finita”.

Attraverso il suo attivismo, Mustafa si impegna per rendere tutto il Kosovo un posto più sicuro per le persone LGBTQIA+, ma ritiene che sia essenziale prima di tutto trovare un equilibrio dentro sé stessi. “Cresciamo in una società che ci induce a pensare che non è sicuro essere ciò che siamo”, aggiunge. “C’è poco spazio per essere sé stessi, quindi penso che sia utile creare un luogo sereno dentro di noi e nelle altre persone, e poi portare quel senso di comfort in nuovi spazi”.

Portrait of Kosovan LGBTQ+ activist Lendi Mustafa
Lendi Mustafa © Besfort Syla

A maggio del 2022 Mustafa ha aperto Bubble, l’unico locale queer di Pristina, in cui estende lo stesso tipo di sostegno ricevuto da sua madre a tutti coloro che vi mettono piede. Oltre a organizzare regolari spettacoli drag, il personale di Bubble raccoglie fondi per aiutare le persone transgender ad accedere a cure mediche di affermazione di genere.

“Bubble è uno spazio sicuro creato per gli altri. È un luogo in cui la comunità può ritrovarsi e dare amore”, afferma. “Quindi se domani non ci sarà nessun luogo in cui ti senti al sicuro, almeno potrai venire da Bubble”.

Portrait of Kosovan LGBTQ+ activist and drag artist Adelina Rose
Adelina Rose © Besfort Syla

Erblin Nushi/Adelina Rose – regista/drag queen, 31 anni (neutro)

Adelina Rose è salita per la prima volta sul palco nel 2018 al gay bar Pieces a Greenwich Village, New York. La drag queen interpretata da Erblin Nushi, che aveva 25 anni quando Adelina ha fatto il suo debutto, è ora spesso ospite di Bubble.

Nushi, che nasce come regista, non si aspettava di potersi costruire una vita in Kosovo. Sebbene sia cresciutə in Kosovo, si è infatti trasferitə negli Stati Uniti a 17 anni e qui è rimastə fino a quando il suo primo film l’ha riportatə nella sua terra d’origine un paio di anni fa. Il risultato, I Love You More (che verrà presentato nei prossimi mesi), prende l’identità queer in Kosovo come punto di partenza per parlare di amore familiare.

“Il film non parla tanto della difficoltà di essere gay in Kosovo”, afferma Nushi. “Volevo trasmettere il messaggio dell’amore tra un figlio e una madre, perché purtroppo non molte persone possono dire di averlo qui”. Secondo la sua esperienza, infatti, molte persone queer in Kosovo non ricevono quell’amore.

Durante la realizzazione del film, Nushi è rimastə rapitə dallo slancio del movimento queer e ha deciso di restare per contribuire al cambiamento. “Tornando ho notato che il Kosovo ha fatto grandi passi avanti; le persone nella comunità fanno cose diverse in varie aree”, afferma. “Volevo contribuire con la mia arte, il mio drag e i miei film”.

Una delle lotte in corso è quella per le unioni tra persone dello stesso sesso. “Il sistema non ci permette di fare quello che qualsiasi famiglia eterosessuale può fare”, aggiunge. L’obiettivo di Nushi è di aiutare il movimento a ottenere la piena uguaglianza sociale e legale. 

Portrait of Kosovan LGBTQ+ activist and drag artist Adelina Rose
Adelina Rose © Besfort Syla

L’alter ego drag di Nushi, Adelina Rose, è una parte essenziale del suo attivismo. Il nome Adelina è un omaggio alla Grande Dame della scena pop del Kosovo, Adelina Ismaili, che è molto amata dalla comunità queer per il suo aperto sostegno, mentre Rose è un accenno agli arbusti fioriti di Peja, la città in cui Erblin è cresciutə.

Anche i suoi outfit raccontano una storia. L’abito a corsetto in pizzo rosso, il preferito di Adelina, è stato indossato per la prima volta da sua sorella 19 anni fa per andare al ballo di fine anno scolastico. “Ero incantatə quando gliel’ho visto addosso e ho sempre sognato di indossarlo”, racconta. È solo uno dei numerosi abiti realizzati dalla madre di Nushi, che fa la sarta. “A volte mi faceva provare i capi mentre li realizzava, in pratica ero il suo manichino”.

Adelina Rose si esibisce spesso al Bubble, uno spazio che le ricorda la sua cameretta, dove tutto ha avuto inizio. “Era quello il mio spazio sicuro, perché nella mia stanza era sempre come se mi trovassi in un altro mondo”, aggiunge Nushi. “E dopo tutti questi anni, quello spazio sicuro è diventato Bubble. Tutto quello che facevo nella mia camera, ora lo faccio qui, davanti a un pubblico. Prima lo facevo davanti allo specchio, ora davanti a 200 persone”.

Besa Luci è una giornalista residente a Pristina. È co-fondatrice e direttrice editoriale della rivista Kosovo 2.0

Read More

SUBSCRIBE TO SERVICE95 NEWSLETTERS

Subscribe